Che cos'è il coaching

ICF (Internation Coching Federation), del quale sono membro, definisce il coaching come:

"Il coaching è una partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale”

Il termine "coach" deriva originariamente dalla parola "carrozza", un veicolo utilizzato per trasportare le persone da un luogo all'altro. Questa idea di "viaggio" è rimasta nel significato del coaching moderno, dove il coach aiuta il cliente a spostarsi da dove si trova a dove vuole arrivare. Tale traguardo può essere relativo all’ambito professionale, alla propria carriera o in generale all’ambito della propria vita personale.

Il coach è in una relazione alla pari, una partnership appunto, con il suo cliente e lo aiuta con l’utilizzo di domande a vedere le cose da un’altra prospettiva, a rompere quegli schemi mentali, convinzioni limitanti o comportamenti appresi che, seppur funzionali in passato, nel presente possono costituire un ostacolo verso il raggiugimento dei propri obiettivi.

A chi si rivolge il coaching

Chiunque può beneficiare di un percorso di coaching, se motivato a migliorarsi e a raggiungere il proprio pieno potenziale.

Queste alcune tematiche che si possono affrontare:

Sviluppo personale:
  • Miglioramento dell'autostima e della fiducia in se stessi

  • Gestione delle emozioni

  • Sviluppo di abilità comunicative e relazionali

  • Miglioramento dell'equilibrio tra vita personale e professionale

Sviluppo professionale:
  • Miglioramento delle prestazioni lavorative

  • Sviluppo di competenze di leadership

  • Gestione del cambiamento e superamento delle sfide professionali

  • Miglioramento della comunicazione e della collaborazione sul lavoro

Altre tematiche:
  • Gestione del tempo e delle priorità

  • Miglioramento delle relazioni interpersonali in ambito familiare

  • Gestione di transizioni di vita significative

Il mio approccio

Il mio approccio è emotivo comportamentale. Le emozioni sono pertanto risorse fondamentali nel processo di cambiamento, facilitando il processo e fornedoci un patrimonio informativo fondamentale, hanno quindi un importante potere trasformativo.

E’ importante saperle riconoscere, capire quale messaggio ci stanno portando e mettere in atto delle strategie in modo da gestirle in modo consapevole e non essere in sequestro emotivo (si parla proprio di allenare la propria agilità emotiva)

Ma come possiamo definire un’emozione?

Secondo Paul Ekman, uno psicologo statunitense, pioniere nello studio delle emozioni e della loro espressione facciale, l’emozione può essere definita come “un processo, una particolare tipologia di valutazione automatica, influenzata dal nostro passato evolutivo e personale, durante il quale sentiamo che sta accadendo qualcosa di importante per il nostro benessere, mentre una serie di cambiamenti psicologici e di comportamenti emotivi comincia a interagire con la situazione”

Ma quali sono le 7 emozioni di base e che funzione hanno?

Le emozioni di base di Paul Ekman non sono solo espressioni del nostro stato interiore, ma svolgono anche funzioni cruciali per la nostra sopravvivenza e il nostro benessere. Ecco una panoramica delle loro funzioni principali:

  • Gioia: promuove il benessere.

  • Tristezza: favorisce la riflessione e ci fa cercare supporto.

  • Paura: ci protegge dal pericolo.

  • Sorpresa: ci prepara all'inaspettato.

  • Disgusto: ci allontana da ciò che è nocivo per noi

  • Rabbia: ci dà energia per superare eventuali ostacoli e raggiungere i nostri obiettivi.

  • Disprezzo: ci aiuta a rafforzare I nostri valori


In sintesi, le emozioni di base sono strumenti essenziali per la nostra sopravvivenza e il nostro adattamento all'ambiente.
Ci forniscono informazioni preziose, ci motivano ad agire e ci aiutano a costruire relazioni significative. Sono quindi parte fondamentale all’interno di un percorso trasformativo come il coaching.

Le domande potenti

Uno degli strumenti fondamentali durante una sessione di coaching sono le cosidette domande potenti

Le domande servono per stimolare la riflessione e la consapevolezza nel coachee, aprendo nuove prospettive, sfidando le convinzioni limitanti e incoraggiando l'azione

Immagina domande che non cercano risposte facili, ma che accendono la tua mente: chiavi che aprono nuove porte, stimolano nuove prospettive, sfidano le tue convinzioni e ti spingono all'azione. Domande che ti portano nel qui e ora, ma ti proiettano nel futuro che desideri.

Esempi di Domande Potenti:
  • "Cosa vorresti che accadesse?"

  • "Quali alternative esistono?"

  • "Cosa ti impedisce di raggiungere il tuo obiettivo?"

  • "Cosa ci sarebbe di diverso se avessi già raggiunto il tuo obiettivo?"

  • "Cosa ti sta dicendo questa situazione su di te?"